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Ebooks in Italia (?)

Wednesday, May 19th, 2010

Partecipare a una fiera come espositore è sempre una cosa spossante ma divertente, partecipare al Salone del libro di Torino può anche essere molto utile. Dico “anche” perché in realtà il Salone da sempre suscita in me sentimenti contrastanti, ma quest’anno mi ha toccato particolarmente perché è finalmente partita (in pratica, basta chiacchiere) la rivoluzione del libro digitale anche in Italia. Chi mi conosce sa che sono anni che mi interesso alla questione, personalmente ho acquistato più ebook che carta stampata ultimamente, oltre a una decina di ebook readers diversi, tutti perlopiù difettosi sotto molti aspetti (tranne il mitico Cybook e, forse, anche il nuovissimo Boox della Onyx, vediamo cosa combina la Samsung).

Se a qualcuno non fosse ancora chiaro, premetto che un ebook è semplicemente qualcosa che esiste da decine di anni: un file di testo, un PDF, un file HTML, sono tutti ebook, volendo. Nessuna novità vera. Il punto è che, però, ultimamente è successo qualcosa di rivoluzionario: qualcuno (e-Ink, Philips, veri geni, sempre loro!) ha inventato un nuovo supporto per questi contenuti. Dunque il formato digitale è un dettaglio, la vera rivoluzione è il supporto: cioè non è il digitale, ma un oggetto fisico che permette di accedere a contenuti che tradizionalmente stavano sulla vecchia cara carta quasi come se fosse carta (tranne che per il suo “profumo”… ma smettiamola!) In pratica, siamo già tutti bravi a fare ebook (non è vero, lo dico per semplificare), il problema è che fino ad oggi mancava la tecnologia “abilitante” (non penso che qualcuno possa pensare seriamente di leggere un romanzo di 300 pagine su un display LCD di qualunque dimensione, con buona pace di Steve Jobs e di tutti i fan[atici] di Apple).

Siamo quindi arrivati al dunque: gli ebook li sappiamo fare da sempre, ora abbiamo i supporti per leggerli comodamente, i reader, manca ciò che li unisce e che in pratica fin’ora è stato l’ostacolo principale (a parte i prezzi elevati) alla vendita di ebook readers. Il meccanismo tradizionale del libro di carta prevede che ci sia il “distributore” che porta (con grande fatica e costi) i libri freschi di legatura presso uno dei luoghi che tutti noi più amiamo: la libreria (o l’edicola, chissà perché nessuno si ricorda mai di citare questo luogo in cui tutti abbiamo provato vera gioia) dove i lettori possono finalmente caricarsi dell’amata carta.

E qui viene la vera novità di questo Salone, ossia la distribuzione digitale del libro; partendo da informazioni di prima mano e da qualche post (tipo questo) o articolo di giornale, posso azzardare una piccola carta geografica della distribuzione presente e futura in Italia:

  • la “piattaforma” (che parola) Stealth di Simplicissimus, che conosco abbastanza bene perché è da loro che ho comprato il mio primo ebook reader (un mitico iLiad 2nd edition, praticamente il Commodore 64 dei readers, peccato che la iRex stia lì in bilico proprio come la Commodore) e aver seguito, anche se un po’ a distanza, l’evoluzione dell’azienda e della piattaforma stessa
  • Mondadori qualche mese fa ha chiuso il vecchio e, almeno per me, totalmente sconosciuto ebook shop (in formato LIT di Microsoft? Ma dai!) e promette di arrivare presto (ovviamente con le sue sole forze) con una enorme massa “culturale”
  • Edigita, novità assoluta almeno per me (ad oggi ha anche una web home page piuttosto scarna)
  • Book Republic si dichiara terzo polo (dopo Mondadori e Edigita, perché escludere Stealth? Già bisticciato?)
  • Altri vari ed eventuali (come ebooksitalia dell’ineffabile Luciano Simonelli) che però sono più librerie online che “piattaforme” (ma che parola) di distribuzione

In pratica, nei prossimi anni, vedremo scontrarsi due colossi (Mondadori e Edigita) e, le briciole che avanzeranno (con tutto il rispetto), andranno agli altri: insomma verranno sostanzialmente mantenuti gli equilibri attuali (forse per questo Stealth si espande all’estero). Da tenere in conto poi alcuni altri piccoli problemi (DRM, formati) che però verranno sicuramente risolti elegantemente (cioè tutti gli editori con DRM e monopolio Adobe, ePub unica scelta sensata per il formato).

Ma lo stato attuale (per le “piattaforme” aperte) si può vedere qui su IBS (presto anche BOL?): al 18 Maggio 2010 possiamo scegliere tra 382 ebook, e arrivano tutti da Stealth. Non molti? E’ solo l’inizio: tra qualche mese avremo la bellezza di centinaia di migliaia di titoli in arrivo da tutte queste “piattaforme” (…). In pratica è Stealth che ora è avvantaggiata, e apparentemente di molti mesi (vantaggio che potrebbe contare qualcosa alla fine, anche se non ne sono certo visto il conservatorismo dell’economia e dell’animo italiano).

Per la vendita effettiva rivolgersi ai soliti noti (IBS, BOL, e chissà magari altri). In tutto questo discorso sto volutamente ignorando i colossi dell’editoria digitale mondiale (i veri colossi) cioè Amazon (pare che Stealth sia già collegata, giustamente se non puoi combatterlo fattelo amico), Sony e presto anche Apple (certo con tutti i limiti del display, ma una rivista su iPad come la vedete?).

E le librerie tradizionali? Continueranno a esistere, almeno quelle che danno un vero valore aggiunto e non sono solo magazzini di libri che qualunque commerciante potrebbe gestire. E i piccoli editori? Hanno già perso il treno, fossero partiti un paio di anni fa… (si ma poi la distribuzione?).

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