SPAM (4)

Ho appena istallato Akismet, un plugin antispam per WordPress che promette bene (almeno da quello che si dice in giro su blogs, liste, eccetera.)

L’unica “lungaggine” legata alla sua installazione, peraltro semplicissima, è che bisogna ottenere una cosiddetta “API key” da WordPress.com, che è una semplice stringa esadecimale legata ad un account. Attualmente è richiesto un invito, oppure basta semplicemente scaricare Flock (da loro sito) e seguire le istruzioni.

Pieno di fiducia, riabilito i commenti nella loro forma più libera, sperando che Akismet funzioni.

Vacanze!

Sono drogato. Ne sono convinto ancora di più ora, perché sto scrivendo nel mio blog dal cellulare! Non c’è in verità molto di fantascientifico, ma mi accorgo quanto la tecnologia possa allontanare dai semplici piaceri gratuiti che abbiamo a disposizione fin dalla nascita: proprio in questo momento li apprezzo ancora di più.

Laureato il 4 Luglio

Sono orgoglioso di annunciare che Roberto, uno dei miei due fratelli, oggi si è laureato in Storia (primo livello). E’ un bel traguardo e sentire l’emozione e vedere quella dei nostri genitori è stato un momento indimenticabile: pura vita. Come dice giustamente (e modestamente) lui, in effetti è un traguardo minore rispetto a quanto può esserci nella vita, ma la punta di invidia e di malinconia che provo mi dice che proprio così “piccolo” non è: visti i tanti anni di lavoro appassionato forse ora è un po’ tardi per me, ma chi può mai saperlo? Senza dimenticare i tanti esempi di laureati di nessuna esperienza o di tanta accademica idiozia incontrati un po’ a tutti i livelli, prova ennesima del fatto che il “pezzo di carta” non garantisce proprio nulla di per sè.

C’è da dire anche che attualmente la laurea è decisamente qualcosa di sopravvalutato, ma “presa” per il verso giusto direi che è fondamentale: è imparare, ma con un ritmo ed una profondità che permettono un assorbimento completo e profondo dell’argomento che si studia, tale da restituire al verbo “studiare” il suo significato più pregnante. Ogni giorno devo (voglio) imparare qualcosa di nuovo che però è finalizzato all’uso immediato per la risoluzione di un problema: tante cose, ma superficialmente, non ho il tempo di assorbire e rielaborarne l’essenza.

Forse ogni tanto bisognerebbe fermarsi a pensare, per riflettere e rimediare agli errori del passato e preparasi al futuro consapevoli che si può fare meglio.

Lucro

Ebbene sì, grazie a Google Ads, finalmente anch’io posso farmi pagare per le stronzate che penso e che scrivo, come ogni buon giornalista o politico o opinionista o chissacchè che si rispetti. 😉

Nonostante io non sia (fortunatamente?) nessuna di queste cose, scrivo ad un pubblico potenzialmente universale, a dimostrazione del fatto che, nel nuovo mondo dell’informazione digitale, la differenza fra questi personaggi e chiunque altro tende ad essere cancellata. L’unico freno potrebbe essere la legislazione, ma sarebbe giusta una legge che mi imbavagli? Cui prodest?

WordPress 1.5

Aggiornato il sito alla versione 1.5 di WordPress, che ora ha un bel po’ di nuove cosette tra cui un supporto più serio per bloccare la SPAM (e qui sono io che rido 😉 ) e addirittura una forma semplice di CMS. Cose entrambe molto comode immagino.

SPAM (3)

Causa il volume incredibile di SPAM sono costretto a sospendere momentaneamente la possibilità  di lasciare commenti. Chi mi volesse contattare è costretto invece a possedere la mia email oppure ad arguirla, così sono sicuro che non sei un cazzo di bot di merda costruito al solo scopo di fottermi l’email per riempirla della tua merda del cazzo.

Se non fosse troppo volgare, aggiungerei un “vaffanculo spammers di merda”.

The incredible volume of SPAM forces me to deactivate the comment option. To contact me, you are forced either to have my email or to argue it, so in this why I can be sure that you are not a fucking shit-eating bot that exists only to stole my email and fill it with mother-fucking holy shit.

If it would not be too unpolite, I’ll add “fuck you shitty spammers”.

Il bello e il brutto della Chiesa

Domani mi sposo, e mi sposo in chiesa. Chi mi conosce rimarrà sorpreso, visto il mio convinto ateismo e anticlericalismo. Convinto e pensato e sofferto, visto che, avendo fatto il liceo all’istituto salesiano Valsalice di Torino, l’allontanamento dalla fede cattolica è avvenuto con conoscenza di causa. Le ragioni per cui mi sposo in chiesa non riguardano essenzialmente me, tuttavia, visto che non credo, ho pensato che per me non avrebbe fatto alcuna differenza, mentre per chi crede la differenza e’ fondamentale.
Ho in ogni caso voluto essere trasparente e sincero e comunicare al prete la mia convinta scelta di non credere, e don Marco mi ha stupito proponendomi di formalizzare il mio punto di vista tramite un matrimonio cosiddetto “misto” e un documento ufficiale della Chiesa in cui ho dichiarato di non credere (la formula esatta e’ “matrimonio fra un credente e un battezzato non piu’ credente.”)
Dico “stupito” sinceramente e senza nessuna ironia, in quanto non mi aspettavo un’apertura di questo tipo da parte della Chiesa, un’istituzione notoriamente conservatrice e con una storia di “imposizione” della fede non certo trascurabile, anzi essenziale alla sua attuale esistenza direi.
Don Marco e’ stato estremamente intelligente (anzi, direi scaltro se questo aggettivo non avesse un retrogusto leggermente cinico) a farmi questa proposta, mi ha dimostrato quello che nessuno mi aveva mai mostrato: che la Chiesa puo’ essere aperta, che la Chiesa e’ fatta da persone come tutte le altre, santi e peccatori, che la Chiesa puo’ fare giusto e puo’ sbagliare. Altra cosa da dogmi secondo me arbitrari ed autoreferenti tipo l’infallibilità papale.
Dopo questa piacevolissima sorpresa, ecco l’altra faccia della medaglia: don Toso. Non lo conosco per niente, l’ho visto più o meno tre volte in tutto, appare come lo descrivono (“un tipo strano”) e questo non è eccepibile (ognuno ha il diritto di essere fatto a suo modo) , quindi non voglio giudicarlo, ma sento il dovere di raccontare l’episodio: io e la mia fidanzata siamo andati a trovarlo per chiedere il permesso di usare una chiesa della sua parrocchia e quando ha visto il suddetto documento (comunque già annunciato la volta precedente) si è bloccato per un attimo ed ha esclamato con rabbia: “Ma siete proprio ignoranti!”. Poi ha biascicato qualcosa senza conlcuderlo. Io e la mia fidanzata ci siamo trattenuti dal reagire (incredibile per entrambi) e abbiamo cercato di comunicare col prete in maniera razionale, dopo poco è caduto il discorso e il don ci ha accomiatati.

Morale della favola: la Chiesa è proprio fatta da santi e peccatori, da semplici persone con i loro pregi e i loro difetti. I due episodi che ho citato brevemente non fanno altro che rafforzare, tramite i due preti protagonisti, quello che con grande sofferenza sono arrivato a capire con gli anni: nella Chiesa non c’è nulla di divino se non ci si crede. Il credere è una scelta che non dovrebbe tradursi in sole vane parole o in atti banali (tipo andare in chiesa alla domenica e confessarsi due volte all’anno) ma dovrebbe permeare completamente la persona e di conseguenza le sue azioni. Anche per questo ho voluto firmare quel documento, non solo per coerenza verso le mie idee, ma anche per rientrare in statistiche che magari possono non far piacere alla gerarchia ecclesiastica, ma hanno l’ottimo pregio di controbilanciare l’ipocrisia profonda e dilagante del “credente” cattolico medio.

Il credere è qualcosa che per sua natura dipende da una scelta e non da un’imposizione.
Forse questo è il più grande errore della Chiesa e probabilmente è troppo tardi per rimediare.