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BeddaMaatrix !

Finalmente sono andato a vedere Matrix::Revolutions e sono abbastanza contento: è un bel filmone e ha risollevato un pochino il mio giudizio sul comportamento ignobile dei produttori dopo il successo del primo. E rispetto al primo (che rimane irripetibile in assoluto) e al secondo che e’ invece una schifezza commerciale (anche se aggiunge molti dettagli all’idea originale.)
I punti oscuri dell’universo-Matrix sono ancora molti per me, ma credo che nei prossimi mesi arriverò a capire qualcosa di piu’…
Ho visto anche gli Animatrix, ho giocato al videogioco e posso finalmente dire: questo sì che è intrattenimento! Fa pensare anche: incredibile!!!

O vogliamo parlare dell’Isola dei famosi !?

Dimenticare (2)

E’ da un po’ che incontro persone che, velatamente ma non troppo (vigliacchi, al solito), vorrebbero rivalutare la figura di Mussolini e le “opere” del suo Fascismo.
Ieri notte (alle 2.45), guarda il caso a volte, Rete4 ha mandato il film Il delitto Matteotti (quello del ’73.)
Nonostante sia abbastanza di parte (diffido sempre del buono solo buono e del cattivo tanto cattivo), sarebbe bello che tutti ce lo guardassimo e andassimo a ripescare la memoria storica di quel periodo, forse i signori che lo rimpiangono ci ripenserebbero (forse.)

Vivo

Ieri sera ho visto un po’ di amici infornatici e abbiamo fatto qualcosa di diverso dal solito: ci siamo riuniti col preciso intento di tirare fuori qualche idea da realizzare.
Purtroppo tra “qualche idea” e “realizzare” c’e’ ancora un bel abisso, ma stiamo lavorando anche a questo… (Il mito del tecnico poco pratico, con la testa nelle nuvole e lo scotch sugli occhiali non tramonta mai!)
Ebbene, a parte quest’ultima osservazione, mi sono sentito bene, mi sono sentito vivo. Non che non lo sia (almeno spero, nell’era di Matrix non si sa mai…) o che non faccia quel tanto di cose che mi soddisfano, ma quando uno comincia ad avere una vita (nel mio caso lavorativa) piuttosto monotona e routinaria, magari con qualcuno che non ti va proprio a genio da sopportare tutti i giorni, allora e’ come se il soffio vitale che ti ha sostenuto fino a quel momento si dissipasse un pochino, e col tempo sempre piu’, fino a toglierti completamente lo spirito d’iniziativa e la voglia di protestare: diventi un’ameba che si adatta a tutto in silenzio.
Purtroppo, la vita sociale nel mondo e’ organizzata proprio per ottenere questo effetto, ma per fortuna me ne rendo conto e mi rendo conto che non mi e’ mai piaciuta.

Internet

Quando mi sono deciso ad usare il mio dominio (che avevo comprato da due anni e non avevo mai usato) la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di installare un blogger (il programma che mi permette di scribacchiare e pubblicare queste note): come mai?
Non ci sono ancora arrivato, ma più interessante è la sensazione che ho provato, che nasceva dalla possibilità di comunicare al mondo intero ciò che penso: è fenomenale! Mai prima nella Storia un mezzo inventato dall’uomo ha offerto un simile potere (perchè di questo si tratta) al singolo individuo.
Ma la considerazione che immediatamente ha seguito questo pensiero evidente è stata: quanto durerà?
I poteri che ci controllano non riescono ancora a controllare Internet, perchè per loro è stato qualcosa di completamente imprevisto… e noi ci abbiamo guadagnato un po’ di quella libertà che nei millenni ci è stata negata e che anche oggi, come si dice, nel duemila, è appannaggio dei potenti e della loro corte fatta di giornalisti, registi, gerarchi religiosi, personaggi dello spettacolo e buffoni vari: la cricca di teste d’uovo e non che definisce cos’è “cultura” e “morale”, cos’è giusto e sbagliato.
Internet mina alla base il meccanismo di autorizzazioni che aveva regolato fino a ieri la gestione dell’informazione e, quindi, del potere: semplicemente perchè su Internet non c’è mezzo di instaurare un meccanismo di autorizzazione, perchè non c’è mezzo di associare con ragionevole sicurezza i dati che viaggiano a chi li ha prodotti.
Il primo passo sarà quello di negare il diritto all’anonimato, quindi di associare ad ogni azione un responsabile, e il secondo quello di definire per legge chi può fare cosa e come.
Questo dovrà essere supportato dalla tecnologia che è alla base di Internet, a partire da meccanismi quali i DRM (Digital Rights Management) di Microsoft (qualcuno ricorda il Grande Fratello?).

Ma un problema, eterno, rimane: chi controllerà i controllori?

C’e’ speranza

Ieri sera sono andato a vedere Bennato (gratis) al parco Colonetti, che da un lato e’ chiuso dalla famigerata via Artom. Ebbene si’, lo ammetto: conigliescamente ho lasciato a casa quasi tutto, dal bancomat al frontalino dell’autoradio.
Il fatto e’ che, visto il mito di quella zona, mi aspettavo qualcosa tipo brutti-ceffi-in-agguato-dietro-rovine-postindustriali o giu’ di li’.
Invece… invece con grande sorpresa ma anche con grande gioia ho trovato un posto degno in cui vivere e soprattutto gente che da’ l’impressione di aver ritrovato una speranza. Il parco e’ attrezzato con strutture sportive (ieri sera si allenavano giocatori di hockey su prato e calcetto) ed e’ ben tenuto.
Bennato ha fatto tappa col suo tour e pare che i 25000 euro che ha preso siano appena sufficienti a pagarsi le spese (bel palco e si sentiva molto bene.) Mi piace Bennato, e uno che parla col cuore di problemi veri, i problemi della gente, e la gente ha esultato piu’ volte alle cose semplici ma fondamentali di cui ha parlato fra un brano e l’altro.
Si’, forse c’e’ speranza, anche per tante altre cose…