Controllo

Si parlava una sera del controllo che la societa’ esercita sul singolo.
E un tema inevitabilmente complesso, ma la discussione ha preso spunto da un’osservazione sulla TV piuttosto banale: come fa la gente non solo a vedere, ma anche solo ad ammettere l’esistenza di trasmissioni come Grande Fratello, Sogni o Bisturi? E qui non si sta parlando di censura o controllo in qualunque forma, ma semplicemente di buon gusto e di riscontro dell’utilita’ di qualunque cosa.
L’unica risposta che posso dare personalmente e’ che la gente semplicemente non sceglie.
Infatti, non e’ la gente che sceglie cosa vedere, ma sono gli ideatori insieme a tutto il baraccone televisivo e a chi lo controlla. Bisogna concordare su un punto: per come sono organizzate le trasmissioni citate e anche la maggior parte di tutta la produzione mediatica, cio’ che viene presentato e’ semplicemente spazzatura culturale. Quindi magari non tanto i temi, quanto la loro presentazione.
Visto che i media, in tutte le loro forme, si presentano praticamente in ogni aspetto e in ogni momento della nostra vita e visto che per definizione interagiscono essenzialmente con la nostra mente, ne risulta che essa viene impegnata nei modi e nei tempi suddetti.
E’ un cane che si morde la coda: la mente viene inondata da spazzatura, quindi in pratica viene bloccata, il pensiero autonomo e critico diventa raro se non assente, chi produce la spazzatura informativa e’ libero di produrne ancora, e cosi’ via senza fine.
Cio’ in effetti si configura come un sistema di controllo sociale: chi controlla le idee controlla la societa’. Le idee si trasmettono attraverso i media, i media sono controllati da qualcuno, qualcuno che alla fine e’ colui che detiene il potere.
Democrazia? Liberta’? Libero arbitrio? Dubito che esistano o che siano mai esistiti aldila’ della loro definizione teorica. Si’ perche’ qua si parla di cosa succede veramente, non di cosa potrebbe succedere o di quello che pensiamo che succeda.
E non e’ una novita’ dei nostri giorni: e’ sempre stato cosi’. Quando per esempio era la Chiesa Cattolica ad avere il monopolio dell’informazione, era l’entita’ piu’ potente sulla Terra: con la scusa dell’idea di Dio (aldila’ della fede), era detentrice unica e sola di cio’ che si poteva dire e non dire sulla vita umana, cioe’ sulle idee.
Una domanda mi assila: c’e’ modo di uscire da questo circolo vizioso?