dotComunista!

Alla faccia di Silvio e dei suoi scagnozzi che continuano a gridare al comunista, ecco cosa succede nel mondo informatico (e direi a questo punto nel mondo) attraverso The dotCommunist Manifesto.

Qui si parla di libertà ad ogni livello, e soprattutto di cultura libera, laddove nello specifico per cultura si intende soprattutto le idee che stanno dietro al software, ma per riflesso il discorso può tranquillamente essere esteso a tutta la cultura.

Come osservazione personale, direi che si evince che chi grida al comunista è in malafede, perché il suo unico obiettivo è quello di proteggere un sistema di potere basato sulla secretazione di certe idee, di certe informazioni, che se diffuse farebbero crollare l’intero sistema. Uno di questi meccanismi è proprio il copyright che, attraverso le sue varie forme legali come il brevetto, da meccanismo per incentivare l’innovazione è diventato il principio di ogni male nelle mani dei colossi del potere, che non sono più i governi ma le multinazionali e, nella loro forma meno evidente, i centri finanziari che, come piovre, hanno i loro interessi ovunque e ci tengono molto a mantenerli intatti.

Attenti al comunista o attenti all’anti-comunista?