Fallocrazia

Il 2 giugno festa della Repubblica Italiana.

O festa dell’Esercito, festa della Muscolatura Istituzionale? Festa di questi piccoli politici con nelle mutande quasi vuote un complesso di inferiorità enorme, gigantesco, che hanno bisogno di alzare la voce ed andare in giro per il mondo a buttare qualche bombetta e a sparare qualche colpo per sentirsi dei veri leader. Cosa dalla quale non potrebbero essere più lontani: in questa era di involuzione culturale, sociale e politica, ci vorrebbe qualcuno che con piglio deciso dicesse un serio e ponderato no a certe enormi scempiaggini mondiali, e che reintroducesse nella politica e quindi nella vita di ognuno di noi ciò che d’importante è passato in secondo piano, per servire i potenti e leccare i piedi ai ricchi. Che esempio da dare alle nuove generazioni (ed anche a quelle meno giovani), quando si è capito che la guerra e la forza non sono mai soluzioni, ripristinare la parata militare di imperiale memoria, di quel ricolo impero di Mussolini e dei suoi scagnozzi anche loro servi di qualcuno, eppure con la bocca sempre aperta a urlare le dimensioni del loro pene.

Prepotenti con i deboli e deboli con i prepotenti. Come se per essere patriottici bisognasse imparare a essere prepotenti come loro, al posto di imparare il rispetto per tutti, ultimi compresi.

Forse sono proprio loro, questi politici, a non dover essere rispettati, a ricevere risate di scherno e torte in faccia quando sbraitano sputacchiando per restare a galla nella palude ideologica falsa e cortese in cui stanno per annegare, ma in cui non affondano mai.