Il futuro dell’Umanità

Umanità con la “u” maiuscola? Personalmente mi sembra un controsenso, in quanto la maiuscola ha un ben specifico significato: il rispetto. Il rispetto per chi legge, laddove si evidenzia che una nuova frase sta cominciando, all’inizio di uno scritto o dopo un punto, che di per sé è un segno violento, che tronca la frase, ferma il pensiero. Rispetto per una specifica persona, quando lo si nomina citando il suo identificativo personale, con nome o cognome. Rispetto per le idee quando sono troppo grandi per essere comprese o spiegate, o semplicemente “troppo”, come dio (che mi piace in ogni caso scrivere con la minuscola) o, appunto, l’Umanità. Nome collettivo che indica “tutti noi che siamo intelligenti”, ancorchè non siamo ancora capaci di definire l’Intelligenza nonostante essa ci definisca. Allora perchè l’Umanità è un controsenso, con la maiuscola o senza?

Lo è perché sta andando contro se stessa. Noi stiamo andando contro noi stessi, ci stiamo autodistruggendo, giorno dopo giorno, insensatezza dopo insensatezza. Stiamo andando contro natura, o Natura, con la maiuscola proprio perché non ne capiamo la grandezza, l’immensità, la profondità. La Natura o la Vita, sono la stessa cosa, la Vita che non comprendiamo nella sua essenza, che è, forse, semplicemente quella di perpetuarsi in se stessa, sempre uguale, sempre diversa. La Natura, la Vita, o dio… il quale non ci ascolta pare, semplicemente perché pretendiamo che ci risponda nella maniera a noi più naturale, imponendo all’Essere di essere ciò che noi pensiamo che esso debba essere, ulteriore sciocco atto di superbia.

Noi siamo creature della Natura, il cui fine potrebbe essere semplicemente quello di perpetuarsi. Per quanto ci è dato di capire, anche qui cercando di imporre un fine solo perché non siamo in grado di concepire l’infinito che fine (o scopo) non ha. Allora quale può essere il futuro dell’Umanità, quando essa è parte integrante della Natura anche se non vogliamo ammetterlo? L’intelligenza che ci definisce è ostacolo alla Vita oppure è semplicemente un altro mezzo che la Natura ha escogitato per perpetuarsi? Siamo fine, come ci piace pensare, o mezzo, per arrivare laddove essa vuole che si arrivi, supponendo che ci sia esplicita volizione? Detto in altri termini, l’Umanità è eterna e uguale a se stessa, o deve finire perché cominci qualcos’altro che aiuteremo a creare, col nostro atteggiamento autodistruttivo, e che non possiamo comprendere perché sarà il prossimo mezzo con cui la Vita perpetuerà se medesima?

Il futuro dell’Umanità è dunque segnato. Il futuro, beffardamente, è in ogni caso un concetto umano senza necessaria corrispondenza con la realtà, supposto che a sua volta esista.