Aggiornamenti [personali]

Reboot

Finalmente, dopo molti mesi (l’ultimo post risale al Settembre 2010), ho deciso di riavviare il mio blog. Può non sembrare un lavoro vero, ma mantenere un blog, oltre alla scrittura vera e propria dei post, può costare tempo e fatica quando si decide, come ho fatto io, di ospitare la propria istanza del software di blogging (in questo caso, WordPress).

Per esempio, per questa ripartenza, ho dovuto:

  • aggiornare WordPress: era imperativo, non solo per sfruttare le nuove features ma anche per i problemi di security (tanto per fare un esempio, ho trovato diversi GB di “spazzatura” sul server relativi a operazioni di “black SEO” e caricati da chissà chi probabilmente sfruttando qualche buco di sicurezza della vecchia versione di WordPress che avevo installata); un gradito effetto collaterale è che ora posso fare in modo che WordPress e i plugins si aggiornino automaticamente, che è un vantaggio non indifferente in termini di tempo;
  • cambiare design: il vecchio stile di default di WordPress (con lo sfondo sul giallo anziché sul blu) mi stava ormai decisamente stretto. Per uno come me, “nato” dal punto di vista lavorativo proprio in una tipografia, sembrava un peccato, così sono passato al tema Thesis che, oltre a essere bello, è anche molto flessibile. La scelta del font, inoltre, è sempre un dramma, ce ne sono tanti molto belli ma che potenzialmente possono fare un po’ a pugni con la leggibilità e lo stile generale: fermo restando il classico Georgia, ho provato Cardo da Google Web Fonts e anche Verdana, ma sono tornato al Georgia. Ho provato anche il tema Duster che, in quanto a grafica, mi piace molto di più, ma manca della flessibilità di Thesis e, in effetti, la grafica è davvero troppo seriosa, anche se i neri mi piacciono molto. Per unire le qualità di entrambi, ho cercato una skin per Thesis che somigliasse un po’ a Duster e ho trovato Thesis Sharp. Tra l’altro, ho scoperto che esiste un mercato per le skin di Thesis (es. quiqui e qui)! Alla fine purtroppo, ho dovuto arrendermi alla mia incapacità di creare qualcosa di graficamente accattivante, e ho adottato (per ora) Duster, vediamo se reggerà alla mia voglia di avere qualcosa di bello;
  • fare ordine: ho rimosso tutti gli elementi grafici di disturbo, basta con gli esperimenti, non ne vale la pena e danno al blog un’aria confusa, pasticciata. Inoltre, sono passato ai Web Intents di Twitter che sono la maniera ufficiale di far riferimento a tweets e users;
  • cambiare la licenza: ho rimosso la clausola di Creative Commons ShareAlike perché troppo restrittiva secondo me; insomma, ognuno ci faccia un po’ quel che vuole con ciò che scrivo basta che non si “dimentichi” dell’autore;
  • varie ed eventuali: non sto a elencare tutte le piccole e numerose cosette che qualunque buon informatico può immaginarsi.

Una nota riguardante l’hosting “in proprio” del blog: perché non usare un servizio di blogging SaaS anziché fare la fatica di avere una propria istanza? Per almeno due motivi, molto importanti per un tecnico e consulente: tenersi aggiornato e avere le mani libere. In pratica, è una delle mie tecniche per esercitarmi, imparare, riscoprire, ricordare, provare e, quando si tratta di un software come WordPress e tutto quello che gli sta intorno, da imparare ce n’è sempre.

Buona lettura.