Vivo

Ieri sera ho visto un po’ di amici infornatici e abbiamo fatto qualcosa di diverso dal solito: ci siamo riuniti col preciso intento di tirare fuori qualche idea da realizzare.
Purtroppo tra “qualche idea” e “realizzare” c’e’ ancora un bel abisso, ma stiamo lavorando anche a questo… (Il mito del tecnico poco pratico, con la testa nelle nuvole e lo scotch sugli occhiali non tramonta mai!)
Ebbene, a parte quest’ultima osservazione, mi sono sentito bene, mi sono sentito vivo. Non che non lo sia (almeno spero, nell’era di Matrix non si sa mai…) o che non faccia quel tanto di cose che mi soddisfano, ma quando uno comincia ad avere una vita (nel mio caso lavorativa) piuttosto monotona e routinaria, magari con qualcuno che non ti va proprio a genio da sopportare tutti i giorni, allora e’ come se il soffio vitale che ti ha sostenuto fino a quel momento si dissipasse un pochino, e col tempo sempre piu’, fino a toglierti completamente lo spirito d’iniziativa e la voglia di protestare: diventi un’ameba che si adatta a tutto in silenzio.
Purtroppo, la vita sociale nel mondo e’ organizzata proprio per ottenere questo effetto, ma per fortuna me ne rendo conto e mi rendo conto che non mi e’ mai piaciuta.