Laureato il 4 Luglio

Sono orgoglioso di annunciare che Roberto, uno dei miei due fratelli, oggi si è laureato in Storia (primo livello). E’ un bel traguardo e sentire l’emozione e vedere quella dei nostri genitori è stato un momento indimenticabile: pura vita. Come dice giustamente (e modestamente) lui, in effetti è un traguardo minore rispetto a quanto può esserci nella vita, ma la punta di invidia e di malinconia che provo mi dice che proprio così “piccolo” non è: visti i tanti anni di lavoro appassionato forse ora è un po’ tardi per me, ma chi può mai saperlo? Senza dimenticare i tanti esempi di laureati di nessuna esperienza o di tanta accademica idiozia incontrati un po’ a tutti i livelli, prova ennesima del fatto che il “pezzo di carta” non garantisce proprio nulla di per sè.

C’è da dire anche che attualmente la laurea è decisamente qualcosa di sopravvalutato, ma “presa” per il verso giusto direi che è fondamentale: è imparare, ma con un ritmo ed una profondità che permettono un assorbimento completo e profondo dell’argomento che si studia, tale da restituire al verbo “studiare” il suo significato più pregnante. Ogni giorno devo (voglio) imparare qualcosa di nuovo che però è finalizzato all’uso immediato per la risoluzione di un problema: tante cose, ma superficialmente, non ho il tempo di assorbire e rielaborarne l’essenza.

Forse ogni tanto bisognerebbe fermarsi a pensare, per riflettere e rimediare agli errori del passato e preparasi al futuro consapevoli che si può fare meglio.