Mafia

Questo articolo di The Register parla di un fatto interessantissimo: una mamma americana ha citato i componenti della famigerata RIAA (l’associazione americano della case discografiche) per racketeering. La signora dice in pratica che, da quando sono nati l’MP3 e Napster, la RIAA ha rivelato la sua vera natura: non e’ piu’ una semplice associazione, ma gestisce il racket della musica statunitense (e quindi mondiale.) Ossia e’ un’associazione mafiosa ed e’ “divertente” vedere come la definizione di racket che da la legge americana calzi a pennello alla RIAA. D’altronde, anche la povera mamma si e’ vista richiede 150.000$ perche’ il figlio ha usat Kazaa (tra l’altro per un progetto scolastico!): e che mai avra’ fatto ‘sto ragazzino!?
Oltretutto ultimamente la RIAA sta citando un sacco di gente comune per lo stesso crimine: ascoltare la musica senza pagarla. Mi sembra giusto, giu’ duro con i criminali!
Poi se quelli che invece commettono reati un tantino piu’ gravi sono liberi di dirigere grandi aziende o addirittura Stati, beh, certo e’ che non gli si puo’ dire niente…