Marx

Marx (quello del Comunismo, non Groucho) infine pare avesse qualche ragione. E non cito me stesso, non lo dice neanche (credo) un “comunista” (aiuto! dov’è! Silvio salvami tu!), ma un noto e rispettato giornalista inglese parlando di Farhenheit 9/11 di Michael Moore sul The Guardian, che non è proprio l’ultimo dei quotidiani inglesi. L’articolo è qui epperò mi permetto di trarne una parte e di pubblicarla qui ovviamente senza il permesso scritto dell’editore:

… The aim of Fahrenheit 9/11 is to stop Bush fixing the next election as he fixed the last. Its focus is on the totally unjustified war in Iraq. Yet its conclusion is larger than either of these issues. It declares that a political economy which creates colossally increasing wealth surrounded by disastrously increasing poverty, needs – in order to survive – a continual war with some invented foreign enemy to maintain its own internal order and security. It requires ceaseless war.

Thus, 15 years after the fall of communism, a decade after the declared end of history, one of the main theses of Marx’s interpretation of history again becomes a debating point and a possible explanation of the catastrophes being lived.

It is always the poor who make the most sacrifices, Fahrenheit 9/11 announces quietly during its last minutes. For how much longer?

There is no future for any civilisation anywhere in the world today which ignores this question. And this is why the film was made and became what it became. It’s a film that deeply wants America to survive.

L’Inghilterra non è terra comunista, anche se è una terra che ha sofferto molto (qualcuno ricorda la Tatcher?) Eppure un giornalista si arrischia a dire che forse Karl Marx aveva ragione almeno su un punto. Chi glielo fa fare? Forse è un comunista… o forse è semplicemente uno che vede la realtà così com’è, con meno veli di noi poveri mortali che invece i veli dei media e del potere dobbiamo sorbirceli tutti i giorni, tutto il giorno. O anche possiamo dire che 15 anni sono sufficienti a far finalmente brillare quel po’ di verità che effettivamente c’è nella dottrina comunista, dopo che il bombardamento ideologico antisovietico è cessato, e dopo che si intravede ora la possibilità che il Comunismo e l’URSS in realtà non c’entrassero granchè uno con l’altra, se non per motivi di facciata di quella che in realtà era un feroce dittatura. E dire che in Italia c’è ancora qualcuno (Silvio e i suoi leccapiedi) che starnazzano a proposito di comunisti e via sbrodolandosi addosso su quanto invece loro siano bravi e che la guerra è necessaria e che “no mai sottostare al ricatto terrorista” e che bisogna lavorare tutti di più per far girare l’economia eccetera eccetera.

Mi domando spesso come possiamo berci tutto così, senza battere ciglio, ed andare avanti per la nostra stupida strada fino a che cessiamo di respirare. Magari, un attimo prima di lasciare questa vita, c’è un momento di coscienza e capiremo tutto… ma questo mi sembra solo romantico e poco utile.

Chi mi conosce sa che ho sempre detto che il Comunismo avrebbe avuto una seconda possibilità.
Che sia è arrivato il momento?

P.S. Non è solo un problema statunitense ma…

“The Americans will always do the right thing… after they’ve exhausted all the alternatives.” –Winston Churchill