Parlar chiaro

Grande ed incredibile riconoscimento (per la seconda volta) al lavoro di Michael Moore, simpatico quanto durissimo regista/scrittore/attivista. Il suo primo documentario ha parlato al cuore degli americani, speriamo che questo parli alla ragione.
Da leggere anche i suoi libri, in cui si evince con piu’ chiarezza quale sia lo stato attuale delle democrazie occidentali. E, proprio nonostante cio’, al di la’ del riconoscimento artistico, c’e’ anche un grosso quid politico legato al premio, come a dire che la Francia e l’Europa in ogni caso non riconoscono il Bush nel suo attuale ruolo di Presidente dell’unica superpotenza mondiale, in quanto fantoccio e prestanome per i grandi e non cosi’ occulti poteri alle sue spalle.
Notevole anche il fatto che il presidente della giuria (Tarantino) e 4 componenti su nove siano america.

E mi ritrovo ad essere quasi meravigliato che la Palma sia andata proprio a lui, come se cio’ contrastasse con delle invisibili ma reali direttive di vita emanate da eminenze grigie… e questo e’ perlomeno inquietante.